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Sempre connessi, spesso distratti: come prendersi cura dell’attenzione

Donna alla scrivania distoglie lo sguardo dalla lettura verso una notifica sullo smartphone.

Una notifica mentre leggiamo, un messaggio durante una riunione, una nuova scheda aperta prima di aver concluso la precedente. A fine giornata possiamo avere la sensazione di essere stati sempre impegnati, ma di aver dedicato poca attenzione a ciò che contava.

La tecnologia facilita il lavoro, lo studio e le relazioni. Quando però le interruzioni diventano continue, mantenere la concentrazione può essere più difficile. Prendersi cura dell’attenzione significa anche creare condizioni che ci aiutino a seguire un pensiero, ascoltare una persona e portare a termine un’attività.

L’attenzione è parte del nostro capitale cognitivo

L’attenzione ci permette di selezionare le informazioni rilevanti e dedicarvi le nostre risorse mentali. È coinvolta nella lettura, nell’apprendimento, nel lavoro e nelle conversazioni.

Insieme alla memoria e alla capacità di adattarci ai cambiamenti, fa parte del capitale cognitivo: il patrimonio di risorse e competenze mentali che accompagna la nostra vita.

Questo tema è stato al centro dell’incontro “Conoscere il capitale cognitivo”, promosso da Gefarma Italia il 3 ottobre alle Cantine Scudero di San Giovanni Montebello. Un’occasione di confronto sulla salute della mente e sulle trasformazioni che interessano il nostro modo di apprendere, lavorare e relazionarci.

Perché sono collegate attenzione e memoria

Può capitare di leggere un paragrafo e non ricordarne il contenuto, oppure di dimenticare un’informazione ricevuta mentre rispondevamo a un messaggio.

In questi casi, la difficoltà può riguardare il momento in cui abbiamo acquisito l’informazione. L’attenzione contribuisce alla formazione dei ricordi: se siamo distratti, possiamo registrare meno chiaramente ciò che leggiamo o ascoltiamo.

Dedicare attenzione a una conversazione o a un testo aiuta quindi a creare condizioni favorevoli all’apprendimento e alla memoria. Questo non significa che ogni dimenticanza dipenda dalla distrazione, ma che attenzione e memoria lavorano in stretta relazione.

Perché le interruzioni rendono più difficile concentrarsi

Quando alterniamo un’attività impegnativa a messaggi, e-mail e aggiornamenti, dobbiamo riprendere più volte il filo di ciò che stavamo facendo. Quello che chiamiamo multitasking, in queste situazioni, è spesso un rapido passaggio da un compito all’altro.

Anche una notifica può interferire con l’attività in corso. Studi sperimentali hanno osservato che i suoni delle notifiche dello smartphone possono rallentare le risposte durante compiti che richiedono attenzione. Questi risultati descrivono un’interferenza immediata: non dimostrano che l’uso del telefono provochi un danno permanente alle capacità cognitive.

Per cominciare, può essere utile osservare quando e come ci distraiamo: controlliamo il telefono appena compare un avviso? Interrompiamo una lettura per rispondere a ogni messaggio? Apriamo i social automaticamente nei momenti di difficoltà?

Distrazione occasionale o difficoltà persistente?

Il digitale è soltanto uno dei fattori da considerare. Anche stress, preoccupazioni, stanchezza e sonno insufficiente possono influire sull’attenzione e sulla sensazione di avere una memoria meno affidabile.

Una distrazione occasionale durante una giornata intensa è diversa da una difficoltà che persiste o interferisce con il lavoro, lo studio e le attività abituali. In quest’ultimo caso, è importante parlarne con il medico per comprenderne le possibili cause.

Cinque abitudini per dare più spazio all’attenzione

  • Selezionare le notifiche
    Lasciare attivi soltanto gli avvisi necessari può ridurre le occasioni di interruzione. Durante un’attività che richiede concentrazione, possiamo silenziare le applicazioni non indispensabili o tenere il telefono fuori dalla vista.
  • Scegliere un compito alla volta
    Prima di iniziare, definiamo un obiettivo concreto: leggere alcune pagine, completare una sezione di un documento, preparare una risposta. Chiudere le finestre che non servono e stabilire momenti dedicati alle e-mail può aiutarci a organizzare il lavoro.
  • Fare pause che cambino davvero attività
    Quando avvertiamo stanchezza, possiamo alzarci, fare qualche passo o guardare fuori dalla finestra. Una pausa può essere un’occasione per interrompere il flusso degli stimoli, anziché passare immediatamente da un’applicazione all’altra.
  • Proteggere il sonno
    Dormire poco o male può rendere più difficile concentrarsi, ricordare informazioni e prendere decisioni. Dare regolarità agli orari e limitare le attività digitali che ci portano a rimandare il riposo sono modi concreti per dedicare attenzione al sonno.
  • Creare momenti senza schermi
    Una conversazione, una passeggiata o la lettura di un libro possono diventare occasioni per dedicarsi a una sola esperienza. Possiamo scegliere un momento della giornata in cui mettere da parte il telefono, con un obiettivo semplice e sostenibile.

    Alimentazione e attenzione, qual è il collegamento?

    Il benessere della mente si inserisce nella salute generale della persona. Anche un’alimentazione varia ed equilibrata contribuisce a fornire i nutrienti necessari alle normali funzioni dell’organismo.

    Nelle giornate più intense, può capitare di saltare un pasto o di scegliere sempre gli stessi alimenti per praticità. Un punto da cui partire è organizzare pasti vari, alternando verdure, frutta, cereali, legumi e altre fonti proteiche secondo le proprie esigenze. Nessun singolo alimento può garantire una maggiore concentrazione.

    Alcune vitamine del gruppo B hanno ruoli specifici: le vitamine B1, B2, B6, B12 e la niacina contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso. B6, B12 e niacina contribuiscono anche alla normale funzione psicologica.

    Queste funzioni non significano che assumere quantità aggiuntive di vitamine migliori automaticamente l’attenzione di chi ha già un apporto adeguato. L’integrazione può essere valutata quando l’apporto di determinati nutrienti è insufficiente, quando esistono esigenze specifiche o quando un professionista la ritiene appropriata. La sola sensazione di essere distratti non dimostra una carenza e non basta, da sola, a indicare la necessità di un integratore.

    Conoscere Xerogen Combi Power

    Xerogen combi power

    Xerogen Combi Power è un integratore di Gefarma Italia la cui formulazione comprende fosfatidilserina e vitamine del gruppo B.

    Il collegamento con questo approfondimento riguarda soprattutto il ruolo nutrizionale delle vitamine B: la formula contiene B1, B2, B6, B12 e niacina, che contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso. B6, B12 e niacina contribuiscono anche alla normale funzione psicologica.

    Conoscere queste funzioni aiuta a comprendere il contributo dei nutrienti presenti, senza confonderlo con la promessa di un miglioramento automatico della concentrazione. La scelta del prodotto va inserita in una valutazione delle esigenze individuali, insieme all’alimentazione e alle abitudini quotidiane.

    Scopri composizione, modalità d’uso e avvertenze nella scheda di Xerogen Combi Power e chiedi consiglio al medico o al farmacista per valutare se è adatto a te.

    Prendersi cura dell’attenzione, ogni giorno

    Possiamo cominciare con un piccolo esperimento. Scegliamo un’attività breve, come leggere un articolo, e dedichiamole dieci minuti con le notifiche silenziate e il telefono fuori dalla vista.

    Durante questo tempo, osserviamo quante volte nasce l’impulso di controllare lo schermo. Se ci distraiamo, torniamo all’attività senza giudicarci. Alla fine, proviamo a riassumere quello che abbiamo letto.

    Non è un test delle capacità cognitive, ma un modo per riconoscere le nostre abitudini e sperimentare condizioni diverse.

    Migliorare l’attenzione passa anche da questi gesti: scegliere a cosa dedicare tempo, dare spazio al riposo e ascoltare le proprie difficoltà quando meritano un approfondimento.


    Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.

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