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Salute della mente e trasformazione digitale: a Catania nasce “Capitale Cognitivo”, il progetto culturale promosso da Gefarma Italia

Relatori congresso sul capitale cognitivo. Lorenzo Vetrano, Maria Teresa Moscato, Francesca Guglielmino, Chiara Borzì, Vincenzo Perciavalle

Sabato 3 ottobre 2026, presso le Cantine Scudero di San Giovanni Montebello (Catania), un incontro multidisciplinare ha riunito esperti di neuroscienze, pedagogia, comunicazione e organizzazione del lavoro per esplorare come tutelare e sviluppare le risorse mentali dall’adolescenza all’invecchiamento attivo.

SAN GIOVANNI MONTEBELLO (CT) – Attenzione, memoria, capacità di apprendimento e adattamento rappresentano un patrimonio essenziale per il benessere e la qualità della vita dell’individuo. Non si tratta di risorse statiche né limitate all’età adulta o all’invecchiamento, ma di un capitale che si costruisce fin dall’adolescenza e che può essere sostenuto attraverso educazione, stili di vita corretti, prevenzione e ricerca scientifica.

Con questa consapevolezza è nato “Capitale Cognitivo”, il progetto culturale e formativo promosso da GEFARMA Italia per favorire un confronto interdisciplinare sui temi della salute mentale lungo tutto l’arco della vita.

Azienda di riferimento nel settore della nutraceutica, GEFARMA Italia fonda la propria attività sulla ricerca scientifica, sulla qualità delle materie prime e sul costante dialogo con i professionisti della salute. Con il progetto Capitale Cognitivo, l’azienda ha rinnovato il proprio impegno non solo come produttrice di integratori, ma come attrice attiva nella promozione della cultura scientifica e della prevenzione primaria.

Viviamo, infatti, in un’epoca caratterizzata da un’esposizione continua a stimoli digitali, notifiche e comunicazioni frammentate che mettono a dura prova la nostra capacità di concentrazione e la qualità delle decisioni. Il fenomeno del multitasking, spesso identificato come sinonimo di efficienza, aumenta il carico cognitivo riducendo l’attenzione.

Al contempo, le neuroscienze e la pedagogia stanno dimostrando come sia possibile tutelare e potenziare i processi cognitivi agendo su più fronti: dall’educazione fin dalla prima infanzia allo studio dell’impatto di micronutrienti e microbiota intestinale sulle funzioni cerebrali.

L’incontro multidisciplinare – che si è svolto nella splendida cornice di Cantine Scudero di San Giovanni Montebello – è stato moderato dalla giornalista Chiara Borzì e si è articolato in due sessioni tematiche, seguite da una tavola rotonda conclusiva e ha visto confrontarsi vari esperti. 

Durante la Prima Sessione – dedicata all’impatto della trasformazione digitale sui processi cognitivi e sull’organizzazione del lavoro – due importanti momenti di approfondimento: il primo con Francesca Guglielmino (Editrice di Living in the City, docente di Brand Management ed esperta di marketing digitale) che ha fatto un’analisi su come le piattaforme digitali e il sovraccarico informativo influenzino la memoria, la concentrazione e il benessere psicologico, partendo dal tema “L’economia dell’attenzione: come il digitale sta riscrivendo i nostri processi cognitivi”. 

“Oggi il 55,8% degli italiani accede alle notizie tramite Internet, ma la quantità di informazioni a cui siamo esposti non coincide con ciò che comprendiamo davvero” ha fatto notare la Guglielmino che ha aggiunto: “In un’ecosistema digitale dominato da algoritmi e scrolling continuo, l’attenzione è diventata una risorsa contesa che rischia di impoverire il nostro capitale cognitivo. Questo problema è evidente anche nella comunicazione sanitaria, dove quasi un italiano su due cerca informazioni online prima del consulto, con il rischio di disorientarsi tra fonti non verificate. Fare editoria responsabilmente significa offrire un percorso di lettura con fonti chiare, gerarchia e contesto, aiutando le persone a selezionare ed elaborare i contenuti. L’obiettivo comune, dalla medicina all’informazione, deve essere quello di trasformare il flusso di dati in conoscenza reale e utilizzabile per la vita quotidiana“.

Subito dopo è intervenuto Lorenzo Vetrano (Agile Coach) con l’intervento “Organizzare il lavoro senza esaurire il cervello” con riflessioni e modelli pratici per ristrutturare i processi lavorativi, ridurre le interruzioni e costruire una produttività sostenibile. “E se, nell’epoca della iperconnessione, il vero lusso non fosse avere più tempo ma riuscire ad avere tutta la nostra attenzione per ciò che conta davvero?” si è chiesto Lorenzo Vetrano che ha parlato di come il digitale sta riscrivendo i nostri processi cognitivi. Da qui un secondo interrogativo: “come possiamo lavorare senza esaurire il nostro cervello?” Riunioni, notifiche, multitasking e continue interruzioni frammentano la nostra attenzione e mettono alla prova la nostra capacità di concentrarci. Lorenzo Vetrano ha condotto il pubblico presente dentro il mondo del flow: quello stato in cui attenzione, energia e performance riescono finalmente ad allinearsi. Perché forse oggi la vera sfida non è lavorare di più, ma riuscire a essere davvero presenti quando conta. Coinvolgenti gli spunti pratici che ha messo in atto che hanno coinvolto il numeroso pubblico presente.

Nella seconda Sessione si è affrontata la costruzione delle capacità cognitive da una prospettiva pedagogica e fisiologica.

A parlarne, con l’intervento “Educare l’attenzione: la mente come patrimonio da coltivare”, la Prof.ssa Maria Teresa Moscato (Già ordinaria di Pedagogia generale e sociale dell’Università di Bologna) che ha parlato dell’importanza dell’educazione nella gestione delle distrazioni e nello sviluppo dell’autonomia decisionale in bambini e adolescenti. “La mente – ha evidenziato la professoressa – non è solo intelletto, ma un sistema complesso e dinamico che si sviluppa in senso psicosociale e richiede una costante e faticosa maturazione. I percorsi educativi si articolano su tre livelli interconnessi: la sfera personale-familiare, la socio-cultura generale e l’ambito medico-specialistico. La comunicazione sanitaria rappresenta una componente essenziale per promuovere la salute e contrastare la disinformazione diffusa sui social. Educare l’attenzione e la capacità di concentrazione costituisce il presupposto fondamentale per l’apprendimento, la comprensione e la crescita personale. Una nuova battaglia per la salute pubblica deve basarsi sulla comprensione dei processi mentali e culturali, contrastando i pregiudizi e il rifiuto della scienza“.

Il Prof. Vincenzo Perciavalle (Professore ordinario di Fisiologia umana all’Università di Catania) ha puntato l’attenzione su “La fisiologia della memoria: comprendere il funzionamento del capitale cognitivo” dando vita a un focus sulla plasticità neuronale e sulle basi fisiologiche che governano memoria, apprendimento e adattamento.

“Il capitale cognitivo nasce dalla capacità del nostro cervello di interagire con il mondo esterno, ricevere informazioni, interpretarle e agire”, ha detto il prof. Perciavalle. “Queste informazioni vengono elaborate internamente e ci permettono di fare il passo successivo, entrando nuovamente in rapporto con l’esterno. Noi siamo in un continuo divenire, in una sorta di esperienza che ci porta a essere gli stessi, ma sempre diversi. Abbiamo un sistema modulabile, che parte da una base genetica ma è flessibile. Ed è proprio su questa flessibilità che possiamo lavorare. È un’idea che possiamo applicare anche all’intelligenza artificiale: abbiamo creato una macchina, l’abbiamo istruita e riempita di dati e poi le chiediamo di replicare ciò che le abbiamo trasmesso. La neuroscienza deve cercare di fare questo passo successivo: capire questa modulabilità, da che cosa e in che modo viene controllata. Quand’è che si supera un confine tra normale e non normale? È questa la frontiera che oggi ci troviamo davanti“.

Il confronto si è concluso con una importante riflessione: “La salute della mente non si protegge quando inizia a venir meno. Si costruisce ogni giorno, attraverso la conoscenza, l’educazione, gli stili di vita e la ricerca”. 

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