Attenzione, memoria, capacità di apprendimento e adattamento rappresentano un patrimonio essenziale per il benessere individuale e per la qualità della vita.
Un patrimonio che non riguarda soltanto l’età adulta o l’invecchiamento, ma che si costruisce fin dall’adolescenza, si trasforma nel tempo e può essere sostenuto attraverso l’educazione, la prevenzione, la nutrizione, gli stili di vita e la ricerca scientifica.
Da questa consapevolezza nasce Capitale Cognitivo, il progetto culturale promosso da GEFARMA Italia per favorire un confronto multidisciplinare sulla salute della mente lungo tutto l’arco della vita.
L’incontro si terrà:
Sabato 3 ottobre 2026, alle ore 9.00
Cantine Scudero
Via Salvatore Musumeci 1
San Giovanni Montebello, Catania
La giornata sarà moderata dalla giornalista Chiara Borzì e riunirà professionisti provenienti dal mondo delle neuroscienze, della pedagogia, della nutrizione, della comunicazione e dell’organizzazione del lavoro.
Che cosa significa capitale cognitivo
Con l’espressione capitale cognitivo possiamo indicare l’insieme delle risorse mentali che ci consentono di comprendere, apprendere, ricordare, scegliere, risolvere problemi e adattarci ai cambiamenti.
Ne fanno parte l’attenzione, la memoria, la capacità di concentrazione, la flessibilità mentale, l’apprendimento e le competenze sviluppate nel corso della vita.
Non si tratta di una risorsa statica o immutabile. Il capitale cognitivo si costruisce attraverso le esperienze educative e relazionali, viene influenzato dall’ambiente in cui viviamo e può essere sostenuto o messo in difficoltà dalle nostre abitudini quotidiane.
Prendersene cura significa quindi adottare una visione ampia della prevenzione, capace di integrare dimensione biologica, educativa, sociale e culturale.

Perché oggi è necessario parlare di salute cognitiva
Viviamo in un contesto caratterizzato da una continua esposizione agli stimoli.
Notifiche, messaggi, riunioni, contenuti digitali e informazioni competono costantemente per la nostra attenzione, generando una frammentazione che può incidere sulla capacità di concentrazione, sulla memoria e sulla qualità delle decisioni.
La trasformazione digitale ha modificato anche il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e organizziamo il tempo. Il multitasking viene spesso percepito come sinonimo di efficienza, ma il passaggio continuo da un’attività all’altra può aumentare il carico cognitivo e ridurre la qualità dell’attenzione.
Parallelamente, le neuroscienze stanno contribuendo a comprendere sempre meglio i meccanismi che regolano memoria, apprendimento e plasticità cerebrale, mentre la pedagogia richiama l’importanza di educare l’attenzione fin dalle prime fasi della vita.
Anche la nutrizione sta assumendo un ruolo crescente nello studio della salute cognitiva, grazie alle evidenze sul rapporto tra alimentazione, micronutrienti, microbiota intestinale e funzioni cerebrali.
Capitale Cognitivo nasce per mettere in relazione queste prospettive e costruire una lettura condivisa della salute della mente.
La mente nell’epoca dell’iperconnessione
La prima sessione della giornata sarà dedicata all’impatto della trasformazione digitale sui processi cognitivi e sull’organizzazione del lavoro.
L’economia dell’attenzione
Francesca Guglielmino, editrice di Living in the City, docente di Brand Management ed esperta di marketing digitale, interverrà sul tema: “L’economia dell’attenzione: come il digitale sta riscrivendo i nostri processi cognitivi”
Negli ultimi vent’anni l’attenzione è diventata una delle risorse più contese dalle piattaforme digitali.
Smartphone, social network, notifiche e sistemi di raccomandazione sono progettati per trattenere il più a lungo possibile l’interesse degli utenti, inserendosi nelle nostre abitudini quotidiane e influenzando il modo in cui selezioniamo le informazioni.
L’intervento analizzerà gli effetti del sovraccarico informativo sulla memoria, sulla concentrazione, sulla capacità decisionale e sul benessere psicologico, attraverso dati, casi di studio e modelli di comportamento.
Organizzare il lavoro senza esaurire il cervello
Lorenzo Vetrano Famo, Agile Coach, approfondirà invece il rapporto tra carico cognitivo, organizzazione e performance sostenibile con l’intervento: “Organizzare il lavoro senza esaurire il cervello”
Riunioni continue, attività frammentate, messaggi e interruzioni possono rendere difficile mantenere la concentrazione e lavorare in modo realmente efficace.
A partire dall’esperienza maturata nell’organizzazione di team complessi e nell’applicazione dei modelli Agile, l’intervento offrirà una riflessione su come ripensare i processi di lavoro per proteggere l’attenzione, migliorare la collaborazione e costruire una produttività più sostenibile.
Come nasce il capitale cognitivo
La seconda sessione affronterà la costruzione delle capacità cognitive da una prospettiva pedagogica e fisiologica.
Educare l’attenzione
Maria Teresa Moscato, professoressa ordinaria di Pedagogia generale e sociale dell’Università di Bologna, interverrà sul tema: “Educare l’attenzione: la mente come patrimonio da coltivare”
L’attenzione, la memoria e la capacità di apprendimento non dipendono soltanto da predisposizioni individuali, ma si sviluppano attraverso le relazioni, le esperienze educative e i contesti di crescita.
L’intervento approfondirà il ruolo dell’educazione nella formazione del capitale cognitivo e nella costruzione di competenze che permettono alla persona di affrontare la complessità, sviluppare autonomia e adattarsi ai cambiamenti.
Educare l’attenzione significa anche aiutare bambini e adolescenti a riconoscere gli stimoli, gestire le distrazioni e costruire un rapporto più consapevole con il tempo, lo studio e gli strumenti digitali.
La fisiologia della memoria
Il Prof. Vincenzo Perciavalle, professore ordinario di Fisiologia umana, terrà l’intervento: “La fisiologia della memoria: comprendere il funzionamento del capitale cognitivo”
Memoria e attenzione non sono funzioni statiche, ma processi dinamici sostenuti dall’attività neuronale e dalla capacità del cervello di modificarsi in risposta alle esperienze.
La plasticità neuronale permette infatti al sistema nervoso di apprendere, consolidare nuove informazioni e adattarsi agli stimoli provenienti dall’ambiente.
Comprendere questi meccanismi aiuta a riconoscere i fattori che possono sostenere il benessere cognitivo e quelli che, al contrario, possono comprometterlo.
L’intervento offrirà una lettura fisiologica dei processi coinvolti nell’apprendimento, nella memoria e nella capacità di adattamento lungo tutto l’arco della vita.
Dalla ricerca alla pratica clinica
La giornata si concluderà con una tavola rotonda dedicata al passaggio dalla conoscenza scientifica alla pratica quotidiana e professionale.
Sarà un momento di confronto tra competenze diverse, pensato per riflettere su come tradurre i risultati della ricerca in strategie concrete di prevenzione, supporto e promozione della salute cognitiva.
In questo contesto, GEFARMA Italia presenterà Xerogen Combi Power, sviluppato per offrire un supporto nutrizionale alle funzioni cognitive all’interno di una visione integrata del benessere della persona.
Il ruolo di GEFARMA Italia
GEFARMA Italia opera nel settore della nutraceutica sviluppando soluzioni dedicate al benessere della persona e al supporto delle principali funzioni fisiologiche.
La ricerca scientifica, la selezione di ingredienti di elevata qualità e il dialogo con i professionisti della salute rappresentano i pilastri della filosofia aziendale.
Con Capitale Cognitivo, GEFARMA Italia interpreta il ruolo dell’impresa non soltanto come produttrice di integratori, ma anche come promotrice di cultura scientifica, prevenzione e formazione.
La salute cognitiva rappresenta, infatti, una delle grandi sfide della medicina preventiva contemporanea, un ambito nel quale discipline differenti possono collaborare per costruire nuove strategie di benessere.
Un progetto per costruire oggi la salute della mente di domani
Prendersi cura del capitale cognitivo significa riconoscere che la salute della mente non riguarda soltanto il trattamento di una difficoltà già presente.
Significa creare, fin dalle prime fasi della vita, condizioni favorevoli all’attenzione, all’apprendimento, alla memoria e alla capacità di adattamento.
Significa interrogarsi sul modo in cui utilizziamo gli strumenti digitali, organizziamo il lavoro, educhiamo le nuove generazioni e costruiamo le nostre abitudini alimentari.
Significa, soprattutto, promuovere una cultura della prevenzione capace di accompagnare la persona dall’adolescenza all’ageing attivo.
La salute della mente non si protegge quando inizia a venir meno. Si costruisce ogni giorno, attraverso la conoscenza, l’educazione, gli stili di vita e la ricerca.